Creo sculture di legno con la motosega.
Mi basta osservare un tronco per immaginare la forma che custodisce dentro di sé. Spesso la scultura è già lì, nascosta nel legno: con la fantasia e la pazienza, io non faccio altro che liberarla.
La motosega è il mio scalpello, lo strumento con cui dialogo con la materia.
Quando la metto in moto, il legno sembra risvegliarsi, e da un tronco apparentemente morto prendono vita aquile, orsi, gufi e caprioli.
Gli animali del bosco mi hanno sempre affascinato. In ognuno di loro ritrovo la forza, la libertà e la bellezza della natura.
È questa energia che cerco di imprimere nelle mie sculture: la vita che torna a vibrare nel legno, il legame profondo tra uomo e foresta.