Questa è la storia di una coppia che si è separata consensualmente, con la Ciuìga per testimone.
È solo novembre, ma a Rango e Canale di Tenno, le luci del Natale sono già accese e il vin brulé fuma nei bicchieri. Mentre i due borghi si preparano ad accogliere migliaia di visitatori, vogliamo raccontarvi un segreto di famiglia.
I Mercatini di Natale della valle sono nati qui, a San Lorenzo in Banale.
Sì, proprio qui. Non lo dicevamo da un po’, ma ogni tanto fa bene ricordare da dove si viene.
L’idea fu dell’Ecomuseo della Judicaria e, per essere sinceri, non era nemmeno così originale: di mercatini, in giro per l’Europa, ce n’erano già parecchi, tutti con le loro belle casette di legno allineate. Ma qui si pensò di farla diversa.
Perché costruire casette, se avevamo già un paese intero? Così i Mercatini si misero a girare tra i vicoli, a sbucare sotto gli avvolti, a nascondersi negli androni e nelle cantine, e fu il borgo stesso a diventare il mercatino. Le bancarelle si facevano un po’ trovare, un po’ scovare, come i regali ben nascosti.
A San Lorenzo i Mercatini si misero in coppia con la Sagra della Ciuìga, e le ville di Berghi e Pergnano, quelle che oggi ospitano la Sagra, accolsero la prima edizione.
Fu un matrimonio felice. Per cinque giornate di dicembre il paese si riempì di gente.
L’aroma del vin brulé si mescolava a quello dello zucchero a velo e San Lorenzo, per qualche giorno, ebbe la netta sensazione di essere diventato importante. C’erano le bancarelle, cariche di prodotti gastronomici e di artigianato, ma di quella prima edizione si ricordano soprattutto le cose più improbabili e più nostre: la mostra etnografica sulla biancheria intima delle nonne, la caserada in piazza, l’arrivo di Santa Lucia. E poi il Mercatino di solidarietà, che riuscì a donare oltre settemila euro al Bangladesh, a favore di bambini e malati. Perché da noi il Natale è sempre stato anche questo: gusto, risate e un cuore che sa dove andare.
Poi, come succede ai bravi ragazzi, i Mercatini crebbero. In vent’anni è successo di tutto: espositori e visitatori sono cresciuti fino a numeri da capogiro e i Mercatini hanno cominciato a partire già a metà novembre.
Ed ecco il problema. A San Lorenzo la Sagra della Ciuìga chiudeva i battenti e non c’era nemmeno il tempo di contare le ciuìghe avanzate, che già bisognava ricominciare con i Mercatini. Due eventi così vicini, in un paese che vive di volontariato e presta le proprie cantine e i volti di case private, erano un po’ troppo.
Il 2005 fu così l’ultimo anno dei Mercatini a San Lorenzo, con qualche dispiacere e qualche malumore da parte di chi avrebbe voluto continuare.
Come in ogni separazione che si rispetti ci furono dubbi e sospiri, ma alla fine si decise che era meglio fare una cosa bene che due a metà.
Oggi la geografia è chiara. San Lorenzo è la patria della Sagra della Ciuìga e ne va giustamente fiero. Rango e Canale di Tenno, che insieme a San Lorenzo in Banale fanno parte dei Borghi più belli d'Italia, sono diventati la casa dei Mercatini di Natale, e lo fanno magnificamente: i vicoli si accendono, i profumi ti prendono per mano, le voci e le musiche ti portano in un tempo che credevi perduto.
E noi? Noi siamo felici per loro, come ci si rallegra per un parente che ha fatto strada, sapendo a bassa voce che quella strada è partita anche da qui.
Come si dice, un po’ per uno non fa male a nessuno. Buoni Mercatini, allora.