Venticinque anni sono proprio un bel traguardo: nozze d’argento! E se il matrimonio è quello tra San Lorenzo Dorsino e la Ciuìga, possiamo dirlo: è un’unione che funziona alla grande. Quest’anno la Sagra della Ciuìga festeggia i suoi primi 25 anni. E pensare che tutto è iniziato con una domanda, quasi buttata lì: perché non facciamo una festa alla Ciuìga?. Una domanda semplice. La risposta, invece, dura da 25 anni.
la Ciuìga COMINCIA a VIAGGIARE
La storia della Ciuìga del Banale non nasce nel 2002. Viene da lontano, dalla tradizione contadina di queste montagne. Per molto tempo, però, è stata soprattutto una faccenda di casa nostra: si faceva, si mangiava e si conosceva poco oltre i confini del Trentino. Poi arriva il 2000. La Ciuìga entra nel Presidio Slow Food e approda al Salone del Gusto di Torino. L’anno dopo fa tappa al Cibus Tour di Parma. Insomma, comincia a viaggiare. E quando torna a casa, qualcuno pensa: se la Ciuìga piace così tanto fuori casa, perché non le facciamo una festa?
16 novembre 2002: si parte!
Il 16 e 17 novembre 2002 va in scena la prima Sagra della Ciuìga. Piove. Ma il paese apre le porte, la gente arriva e la festa parte lo stesso. È una sagra bagnata, sì. Ma soprattutto è una sagra fortunata. La prima edizione si svolge nella villa di Prusa e, nonostante il tempo, funziona. Anzi, funziona così bene che la Sagra torna l’anno dopo. E quello dopo ancora. Il paese capisce che quella piccola specialità può diventare anche un grande strumento per parlare di San Lorenzo al mondo.
2007: diecimila volte grazie!
La Sagra cresce e la Ciuìga comincia a farsi conoscere sempre di più. Nel 2005 arriva Melaverde con Edoardo Raspelli e nel 2007 si raggiunge il primo grande traguardo: oltre 10.000 visitatori e 12 quintali di Ciuìga venduti. Tra gli ospiti arrivano autorità e personaggi dello spettacolo, come Vittorio Sgarbi e Paoletta di Radio Italia. Da quel momento è chiaro: la Sagra non è più soltanto una festa del Banale, ma è diventata un vero evento.
la Ciuìga va a teatro
Nel 2008 la Ciuìga conquista persino il palcoscenico con Gemellaggio con la Ciuìga, commedia scritta da Loredana Cont e portata in scena dalla Filodrammatica Dolomiti di San Lorenzo. Perché evidentemente essere un prodotto tipico, televisivo e gastronomico non bastava. Serviva anche una carriera da attrice. Lo stesso anno San Lorenzo in Banale entra tra i Borghi più belli d’Italia e Bruna Orlandi Falagiarda dedica alla Ciuìga Onore alla Ciuìga, con un incipit che sembra raccontare tutta questa storia: A qualcheduni ghe vegnù en testa a sta ciuìga de farghe na festa…”. Quel qualcuno, ormai, siamo tutti noi.
2009: si cambia casa
Nel 2009 la Sagra cambia casa e da Prusa si trasferisce alla villa di Berghi. Cambia il luogo, ma non cambia lo spirito. Anzi, è proprio qui che prende sempre più la forma che conosciamo oggi: un percorso nel cuore del borgo, tra cantine, cortili, vicoli e piccoli angoli, dove per qualche giorno il borgo diventa una grande festa. La cosa bella è che la Sagra non si limita a occupare il paese. È il paese che diventa la Sagra.
Una Sagra fatta di persone
La Ciuìga, però, da sola non avrebbe mai potuto fare tutto questo. Dietro la Sagra ci sono gli abitanti che aprono cantine e cortili per ospitare stand gastronomici e artigianali. Ci sono le associazioni di volontariato che gestiscono i punti di ristoro e che utilizzano il ricavato per continuare le proprie attività durante tutto l’anno. Ci sono i Carabinieri in congedo e i Vigili del Fuoco, impegnati nella viabilità e nei parcheggi. Ci sono le donne del borgo che ogni anno inventano nuovi addobbi, rigorosamente fatti a mano. E c’è la Pro Loco di San Lorenzo in Banale, che coordina questa grande macchina. Tutti fanno qualcosa. E tutti, insieme, fanno la Sagra. Ma dietro quella macchina ci sono settimane, mesi di lavoro. Perché la verità è semplice: senza il volontariato non ci sarebbe la Sagra.
LO SPIRITO DEL PAESE
Forse è proprio questo il vero segreto di questi 25 anni. Non sono solo i visitatori, i quintali di Ciuìga venduta, la televisione o gli chef. È la capacità di un paese di fare qualcosa insieme. Come scriveva Mario Antolini Muson, la Sagra è anche un modo per riscoprire quell’antico spirito comunitario fatto di persone che si aiutano e camminano insieme. Ed è quello che succede ancora oggi. Una festa di paese fatta dal paese.
2017: arrivano gli chef stellati
La Ciuìga fa un salto di categoria. Nel 2017 arriva lo chef stellato Cristian Bertol, volto noto de La prova del Cuoco. Negli anni successivi arrivano altri grandi nomi della cucina italiana, tra cui Alfio Ghezzi, Edoardo Fumagalli, Peter Brunel e Diego Rigotti. La Ciuìga diventa protagonista di piatti che uniscono memoria e creatività. La Ciuìga si mette il vestito elegante. Ma senza dimenticare da dove viene.
2018: la Sagra diventa di Qualità
Nel 2018 arriva un altro importante riconoscimento: il Marchio Sagra di Qualità UNPLI. E c’è un motivo in più per esserne orgogliosi: la Sagra della Ciuìga è la prima sagra in Tremtino a ottenere questo marchio. Un premio alla tradizione, al territorio, ai prodotti locali e alle persone che ogni anno rendono possibile la festa.
2020: la Ciuìga sbarca a MasterChef
E se gli chef stellati non fossero bastati, nel 2020 la Ciuìga arriva anche nella cucina di MasterChef Italia. Qui la Ciuìga incontra ingredienti e abbinamenti decisamente lontani dalla cucina di tutti i giorni: Alessandra la mette insieme al galletto, mentre Igor la abbina al salmone. Insomma, dopo essere stata nelle cantine, in televisione e nelle cucine degli chef stellati, la Ciuìga arriva anche davanti a Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli. A quel punto possiamo dirlo: la Ciuìga aveva ufficialmente fatto carriera.
25 anni dopo: la storia continua
Sono passati 25 anni da quella domanda: Perché non dedichiamo una festa alla Ciuìga? Da allora la Ciuìga ha viaggiato, è finita sui giornali e in televisione, ha incontrato chef stellati, ha fatto ridere a teatro, ha fatto conoscere San Lorenzo Dorsino a migliaia di persone. Ma soprattutto ha fatto incontrare le persone. E forse è proprio questo il regalo più bello di questi 25 anni. Perché una sagra non è fatta soltanto dal prodotto che celebra. È fatta da chi apre una cantina, prepara un piatto, appende un addobbo, dà una mano, torna ogni anno o arriva per la prima volta.
E allora eccoci qui, 25 anni dopo. Con le nostre cantine, i nostri cortili, i nostri volontari, le nostre tradizioni e quella voglia di stare insieme che non passa mai di moda. La storia continua.
Buone 25^ compleanno, Sagra della Ciuìga!